venerdì 15 dicembre 2017

IL GIUDIZIO DEL CAPOGRUPPO OLIVETTI SULLA NUOVA UNIONE DEI COMUNI

non sono contrario a forme di associazionismo comunale come l’Unione dei Comuni, a patto che le stesse siano progettate e realizzate:
- in modo democratico, coinvolgendo cioè sia nella fase preparatoria che nella fase costitutiva tutti i cittadini e le forze presenti nel Consiglio Comunale;
- in modo da rispettare i singoli territori comunali, evitando che uno dei Comuni aderenti prevalga rispetto agli altri;
- in modo da ottenere un risparmio della spesa pubblica, che si riversi direttamente sui cittadini, in modo da ridurre l’imposizione fiscale o avere effettivi miglioramenti dei servizi.
Purtroppo l’Unione dei Comuni denominata “Le Terre della Marca Sènone”, che dovrebbe ricomprendere i Comuni di Arcevia, Barbara, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti, Trecastelli, di cui solo negli ultimi giorno si è sentito parlare:
- non è stata costituita in modo democratico, ma nel chiuso delle stanze dei bottoni, in modo esclusivamente burocratico, senza alcuna partecipazione popolare.
L’iter costitutivo è avvenuto escludendo dai lavori preparatori e dalla creazione dell’Unione tutti i cittadini ed addirittura i Consiglieri Comunali di minoranza.
Il progetto è stato presentato solo alla vigilia della convocazione dei consigli comunali e non è stato illustrato alla cittadinanza prima di essere deliberato, come avrebbe imposto una decisione così importante.
Si è gestito il tutto nel più profondo silenzio così da evitare una sana e lecita discussione;
- non è stata costituita in modo rispettoso di tutti i territori: è evidente che in una Unione così concepita i Comuni dell’Entroterra sono completamente in balia del Comune di Senigallia.
Basti pensare che negli atti da deliberare:
a. il Comune di Senigallia viene indicato come “motore strategico e soggetto guida dell’Unione”
b. per qualsiasi scelta che inerisca l’inserimento di funzioni da conferire all’Unione “gli stessi Comuni dell’interno richiederanno il necessario coordinamento del Comune di Senigallia che potrà recitare il suo ruolo senza alcuna criticità per l’iniziale configurazione proposta”
c. il “Presidente del Consiglio dell’Unione cessa dalla carica quando siano rinnovati un numero di consigli comunali che esprimono almeno un terzo dei componenti del consiglio dell'Unione” (Senigallia ha un numero di consiglieri superiore ad un terzo, per cui ogni volta che andrà al voto da sola, dovrà essere rinominato il Presidente del Consiglio”
d. qualora uno dei Comuni dovesse recedere dall’Unione:
 perde il diritto di riscuotere qualsiasi quota dei trasferimenti pubblici maturati dall’Unione;
 si dovrà accollare le quote residue dei prestiti accesi dall’Unione e non ancora pagati,
 si dovrà accollare tutte le passività che risulteranno adeguate rispetto all’ambito ridotto, per ciascun servizio o funzione, in base alla valutazione del Consiglio dell’Unione
 rinuncia a qualsiasi diritto del patrimonio dell’Unione costituito con contributi statali o regionali
 rinuncia quota parte del patrimonio e demanio dell'Unione costituito con contributo dei comuni aderenti qualora, per ragioni tecniche, il patrimonio non sia frazionabile
- non è stata costituita in modo da ottenere un risparmio della spesa pubblica ma per permettere ai Comuni che la compongono di indebitarsi:
Nei documenti infatti si sottolinea come “La non applicazione del vincolo di finanza pubblica del “pareggio di bilancio” alle Unioni di Comuni potrà consentire una capacità di investimento da finanziarsi con l’attivazione di Mutui che in questo momento i singoli Comuni devono invece attentamente valutare in termini di compatibilità con i rispettivi ridotti spazi finanziari consentiti dalla Legge”.
E’ EVIDENTE CHE UNA PERSONA DI MEDIA DILIGENZA E ONESTÀ INTELLETTUALE NON PUÒ CHE VOTARE NO A QUESTA UNIONE……PURTROPPO IL POCO TEMPO CONCESSOCI NON CI HA PERMESSO DI FARE MOLTO….MA SPERO CHE NEI GIORNI E MESI PROSSIMI CI SI POSSA ORGANIZZARE, A PRESCINDERE DALLA PROPRIA APPARTENENZA POLITICA, PER ELIMINARE QUESTO OBBROBRIO ED INDIVIDUARE, DISCUTENDOLA INSIEME, UNA SOLUZIONE MIGLIORE PER TUTTI I CITTADINI.

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