non
sono contrario a forme di associazionismo comunale come l’Unione dei
Comuni, a patto che le stesse siano progettate e realizzate:
- in
modo democratico, coinvolgendo cioè sia nella fase preparatoria che
nella fase costitutiva tutti i cittadini e le forze presenti nel
Consiglio Comunale;
- in modo da rispettare i singoli territori comunali, evitando che uno dei Comuni aderenti prevalga rispetto agli altri;
- in modo da ottenere un risparmio della spesa pubblica, che si riversi
direttamente sui cittadini, in modo da ridurre l’imposizione fiscale o
avere effettivi miglioramenti dei servizi.
Purtroppo l’Unione dei
Comuni denominata “Le Terre della Marca Sènone”, che dovrebbe
ricomprendere i Comuni di Arcevia, Barbara, Ostra, Ostra Vetere,
Senigallia, Serra de’ Conti, Trecastelli, di cui solo negli ultimi
giorno si è sentito parlare:
- non è stata costituita in modo
democratico, ma nel chiuso delle stanze dei bottoni, in modo
esclusivamente burocratico, senza alcuna partecipazione popolare.
L’iter costitutivo è avvenuto escludendo dai lavori preparatori e dalla
creazione dell’Unione tutti i cittadini ed addirittura i Consiglieri
Comunali di minoranza.
Il progetto è stato presentato solo alla
vigilia della convocazione dei consigli comunali e non è stato
illustrato alla cittadinanza prima di essere deliberato, come avrebbe
imposto una decisione così importante.
Si è gestito il tutto nel più profondo silenzio così da evitare una sana e lecita discussione;
- non è stata costituita in modo rispettoso di tutti i territori: è
evidente che in una Unione così concepita i Comuni dell’Entroterra sono
completamente in balia del Comune di Senigallia.
Basti pensare che negli atti da deliberare:
a. il Comune di Senigallia viene indicato come “motore strategico e soggetto guida dell’Unione”
b. per qualsiasi scelta che inerisca l’inserimento di funzioni da
conferire all’Unione “gli stessi Comuni dell’interno richiederanno il
necessario coordinamento del Comune di Senigallia che potrà recitare il
suo ruolo senza alcuna criticità per l’iniziale configurazione proposta”
c. il “Presidente del Consiglio dell’Unione cessa dalla carica quando
siano rinnovati un numero di consigli comunali che esprimono almeno un
terzo dei componenti del consiglio dell'Unione” (Senigallia ha un numero
di consiglieri superiore ad un terzo, per cui ogni volta che andrà al
voto da sola, dovrà essere rinominato il Presidente del Consiglio”
d. qualora uno dei Comuni dovesse recedere dall’Unione:
perde il diritto di riscuotere qualsiasi quota dei trasferimenti pubblici maturati dall’Unione;
si dovrà accollare le quote residue dei prestiti accesi dall’Unione e non ancora pagati,
si dovrà accollare tutte le passività che risulteranno adeguate
rispetto all’ambito ridotto, per ciascun servizio o funzione, in base
alla valutazione del Consiglio dell’Unione
rinuncia a qualsiasi diritto del patrimonio dell’Unione costituito con contributi statali o regionali
rinuncia quota parte del patrimonio e demanio dell'Unione costituito
con contributo dei comuni aderenti qualora, per ragioni tecniche, il
patrimonio non sia frazionabile
- non è stata costituita in modo
da ottenere un risparmio della spesa pubblica ma per permettere ai
Comuni che la compongono di indebitarsi:
Nei documenti infatti si
sottolinea come “La non applicazione del vincolo di finanza pubblica del
“pareggio di bilancio” alle Unioni di Comuni potrà consentire una
capacità di investimento da finanziarsi con l’attivazione di Mutui che
in questo momento i singoli Comuni devono invece attentamente valutare
in termini di compatibilità con i rispettivi ridotti spazi finanziari
consentiti dalla Legge”.
E’ EVIDENTE CHE UNA PERSONA DI MEDIA
DILIGENZA E ONESTÀ INTELLETTUALE NON PUÒ CHE VOTARE NO A QUESTA
UNIONE……PURTROPPO IL POCO TEMPO CONCESSOCI NON CI HA PERMESSO DI FARE
MOLTO….MA SPERO CHE NEI GIORNI E MESI PROSSIMI CI SI POSSA ORGANIZZARE, A
PRESCINDERE DALLA PROPRIA APPARTENENZA POLITICA, PER ELIMINARE QUESTO
OBBROBRIO ED INDIVIDUARE, DISCUTENDOLA INSIEME, UNA SOLUZIONE MIGLIORE
PER TUTTI I CITTADINI.